Vidoz, nuovo sogno americano.

GORIZIA. Paolo Vidoz è pronto a far rivivere il proprio sogno americano. Il pugile di Lucinico, dopo la sconfitta ai punti contro il russo Ustinov, si prepara a tornare sul ring negli Usa. A settembre, il Baia dovrebbe incrociare i guantoni con Nicolai Firtha, in una riunione ospitata da un casinò nel Connecticut. I contatti, avviati nelle scorse settimane dall’entourage di Vidoz, potrebbero concretizzarsi nelle prime settimane d’agosto, quando il match potrebbe essere annunciato ufficialmente. Trentuno anni, nativo dell’Ohio, Firtha è soprannominato “Stone man”, l’uomo di pietra: quarantesimo nel ranking mondiale dei pesi massimi, ha inflitto tre settimane fa un clamoroso ko al peso massimo italo-americano Tony Grano, messo al tappeto già al secondo round dell’incontro disputato nella cornice del casinò Mohegan Sun di Uncasville. Nel luminescente teatro della casa da gioco del Connecticut dovrebbe svolgersi anche l’incontro tra il rampante Firtha e Paolo Vidoz, pienamente cosciente delle difficoltà che andrà ad affrontare nella nuova sfida a stelle e strisce: «Anche in questo caso mi troverò a combattere solo contro tutti, dovendo vedermela con giudici inevitabilmente di parte – spiega –. In ogni caso venderò cara la pelle». La serata di Odessa, in Ucraina, ha lasciato qualche strascico fisico sul corpo di Vidoz, che ha riportato una profonda ferita all’orecchio, guarita in tre settimane. A scartamento ridotto, l’atleta lucinichese sta riprendendo solo in questi giorni gli allenamenti: «La tallonite non dà tregua – si lamenta – e la preparazione atletica lascia pertanto a desiderare. Inevitabilmente, per fare fiato, mi toccherà tirare fuori della cantina la bicicletta», racconta ironico. Vada come vada negli Stati Uniti, l’attività di “Titanium man” non si arresterà dopo la riunione di Uncasville: già a novembre, probabilmente a Parma, Vidoz rimetterà in palio il titolo italiano ancora suo, in un match che dovrebbe vederlo opposto al giovanissimo umbro Gianluca Mandras, classe 1984. Intanto, Paolone trascorre le sue inedite vacanze nell’orto di Mossa, in attesa di dedicarsi a tempo pieno alla sua azienda agricola: «Un incontro, per quanto lungo, impegna il fisico al massimo un’ora e mezzo. La terra, invece, richiede uno sforzo continuo e sempre uguale nel tempo. Sì, lavorare a pochi centimetri dal suolo è decisamente più faticoso di un incontro di boxe», riflette ridendo. Christian Seu


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Una Risposta a “MATCH IN AMERICA? DAL MESSAGGERO VENETO.”

  1. Mattia Stefanutti scrive:

    su su un pò di ultrasuoni per quella tallonite;) e e Titanium man come nuovo;)

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